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croce_miniSecondo la leggenda, il rinvenimento casuale della croce avvenne perché una mucca, pascolante con l’armento in una campagna di “Chiudia”, si era inginocchiata nello stesso posto per diversi giorni di seguito attirando l’attenzione dei pastori che, incuriositi, scavarono e trovarono la Croce.
Edificata in quel posto una chiesetta, lì la croce fu conservata e si conserva da secoli.
Fin da allora Essa fu festeggiata, il 3 maggio di ogni anno con un rito squisitamente campestre avente come momento centrale una danza armata, il Tataratà, mimata al ritmo di un tamburo…


La croce di Casteltermini ha un aspetto assai rustico e suggestivo. E’ alta 3,49 metri e ha un’apertura di bracci di 2,5 metri, è fatta di legno di quercia ridotto a sezione pressoché quadrata e i due tronchi sono uniti da tre chiodi di ferro ribattuti; Alla sommità della Croce c’è un incavo di forma rettangolare, profondo 3,5 cm, largo 3,5 cm e alto 11 cm, di cui non si conosce né la funzione né l’età. Al di sopra di esso stanno le lettere: I.N.R.I.; sul patibolo stà scritto: “Ecce crucem domini nostri Jesu Christi fugite partes adversae vicit leo de tribu Juda” - “Radix David Alleluia Alleluia”.E sullo stipite, sotto la scritta: I.N.R.I. intrecciata con ipart_croce_mini simboli della Passione, si legge: P. M. H. L. S. D. P. C. N. In anno Domini V ind 1667. Infine, sul retro: I. N. R. I. “Christus vincit Deus regnat Christus rex venit in pace Deus home factus est Et verbu… caro factum est”.Le iscrizioni sono datate e risalgono al 1667; esse, a parte le prime nove lettere di parola, sono tutte leggibili e constano di versetti biblici (Apocalisse 5,5; Giovanni 1,14) e di espressioni ricavate da inni della Chiesa…


Per quanto riguarda l’analisi della datazione assoluta della Croce col metodo del Carbonio 14 (C14), per iniziativa del Prof. Francesco Lo Verde, che conduce a risultati di totale affidamento, specialmente per il legno giacchè per esso è stato possibile correggere le curve di calibrazione del C 14 con quelle fornite dal più recente metodo della dendrocronologia.
Per questo, Il Prof. Lo Verde si è rivolto ad un famoso laboratorio, quello dell’Istituto Internazionale per le Ricerche Geofisiche di Pisa, il più rinomato d’Italia, fra i migliori d’Europa, che opera per conto del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Dalle analisi del campione di legno la quercia, materiale di cui è fatta la croce è stata recisa nell’anno 12 d.c. con una incertezza massima di appena settanta anni.



Tratto dal libro “ La croce paleocrstiana e il tataratà di Casteltermini”
scritto dal Prof. Francesco Lo Verde